La scuola dell’infanzia è il primo gradino nella scala sociale.

Il bambino avverte la necessità d’esprimere la sua interiorità nel magico contatto con i suoi pari.

In un clima di nuove scoperte ed argomentazioni rivelatrici, entra in contatto con un mondo esterno alle attenzioni familiari e giorno dopo giorno misura la sua intraprendenza assaporando nuove esperienze e situazioni gratificanti.

Avverte empatia quando partecipa ad eventi condivisi ed entra a far parte di un gioco collettivo di stimoli e risposte, dove annulla il suo istintivo egocentrismo per fare spazio all’accoglienza di quanto gli arriva dall’esterno.

La magia di questa commistione d’interessi genera l’omogeneità del gruppo che realizza quasi un’identità a sé stante, ben definita, in cui riconoscersi e di cui avvalersi.

La scuola è al servizio della relazione e la sua funzione educativa interviene stabilendo, con dovizia di delucidazioni, norme e regole di comportamento.

Da questo nucleo, l’informativa sull’atteggiamento idoneo alla convivenza  si dilata a tutti gli strati sociali e la parola “Rispetto” è la chiave che apre tutte le porte .

Il bambino essenzialmente impara a prendere il meglio dai rapporti conviviali, relegando la negatività al di fuori di essi.

E , questo insegnamento, trasmesso con dolcezza e serenità d’intenti viene riservato strenuamente anche verso altere forme di vita, nondimeno verso l’inanimato.

Ciò che guida l’attività didattica, è la consapevolezza dei diritti di ogni bambino, sui quali la scuola si soffermerà a trattare con serietà l’argomento.

Il bambino deve usufruire di ambienti sani, confortevoli, dove esercitare la professione più antica: Crescere sentendosi  parte essenziale e gratificante di un energia infinita!